P e n t e c o s t e : di Pietrino Pischedda

Posted on mag 31 in: Senza categoria - No Comments »

P e n t e c o s t e

Eccoci qua, al 31 maggio, mese diviso tra divieti e concessioni, tra chiusure e aperture nella fase 2 di questi tempi duri dettati dalla pandemia.
Ora ci aspetta giugno, con l’attenzione concentrata al giorno 3, che darà più largo respiro in tutti i settori. Parafrasando il Carducci, giugno ci ristorerà “di luce e di calore”, dopo aver versato lacrime amare per la perdita di tanti nostri fratelli e aver assistito a perdite di lavoro da far accapponare la pelle.
Il 31 maggio di quest’anno coincide con la solennità della Pentecoste, importante quanto il Natale e la Pasqua. In sardo è chiamata Pasca ‘e frores. Si commemora la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Madonna radunati nel Cenacolo, cinquanta giorni dopo la Pasqua (“Pasca manna”, Pasqua di Resurrezione). Nel calendario liturgico sardo si distinguono queste tre festività cardine ( corrispondenti naturalmente al calendario liturgico della Chiesa universale): Pasca de Nadale, Pasca manna e Pasca ‘’e frores.  Con la Pentecoste inizia la missione della Chiesa: “Andate…predicate…annunciate la Parola che porta salvezza…battezzate nel nome della SS. Trinità…”
Corroborati dallo Spirito Santo e protetti sotto il manto materno di Maria, Madre di Dio e della Chiesa, gli Apostoli vanno in tutto il mondo a portare il κήρυγμα, l’annuncio della salvezza, affrontando anche il martirio.
Oggi è la Festa della Chiesa: la Chiesa missionaria, sparsa in tutti gli angoli della Terra, la Chiesa dei Sacramenti amministrati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Per i credenti è bene fare un ripasso del catechismo essenziale della Chiesa Cattolica, perché edotti delle verità della fede possano cooperare alla diffusione della Parola di salvezza.
Ai non credenti si dà spazio perché possano elaborare con la massima libertà quanto viene trasmesso a chi già pratica la vita sacramentale.
È di auspicio, non dal punto di vista scaramantico, questo giorno così solenne per ben sperare, col coraggio che ci viene dall’alto, in una ripresa della nostra attiva quotidianità nella vita comunitaria.
PpischeddaS
Roma 31 maggio 2020

Fare colazione a casa: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 30 in: Senza categoria - No Comments »

Fare colazione a casa

Fare colazione a casa, oltre che più economico, sa di intimo o, se vogliamo usare la terminologia corrente, di privacy. Durante il lungo lockdown sentivo amici lamentarsi per il mancato breakfast, seppur contenuto, al bar tra il frastuono di voci stonate, il tintinnio di calici e tazzine di caffè e, ancora, questa sì manca pure a me, la fragranza dei cornetti appena sfornati. Indubbiamente capisco i palati viziati dei miei cari amici e, lasciatemi sfogare, li compatisco. Il ritiro forzato ci ha abituato a gustare la colazione consumata tra le pareti domestiche, precisamente in cucina, l’angolo più suggestivo delle nostre abitazioni, col caffè fumeggiante traboccante dalla caffettiera, che col latte, tutto buono quello italiano, si delizia di accogliere i corn flakes  al cioccolato. Che volete di più. Io godo delle mie semplici e genuine colazioni di casa mia.
Bisogna poi capire il vantaggio di stare al tavolo della propria cucina mentre
si beve il caffè o il caffellatte. Già il caffellatte! Da non confondere col cappuccino. Sono non pochi i barman che non sanno che cosa sia e tanto meno come si prepari il caffellatte. Chi ama dunque il caffellatte se ne stia a casa, dove tutto può mancare ma non questo nettare prettamente casalingo.
Queste note le scrivo mentre faccio colazione qui, nella mia cucina. Chissà perché, non lo so neppure io, ma in questo regno raccolto, silenzioso, interrotto ciclicamente dal rispettoso lavorio del motore del frigo che custodisce e serba le nostre vivande, io riesco a concentrarmi e produrre quanto mi permetto di presentare alla vostra paziente e benevola lettura.
È sabato 30 maggio. Anche maggio sta per salutarci e immetterci nel mese di giugno che sembra promettere nuove prospettive, speriamo le migliori possibili, soprattutto quelle in campo lavorativo. Senza lavoro non si può campare!
PpischeddaS
Roma 30 maggio 2020

Un tuffo nel passato prossimo- remoto: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 28 in: Senza categoria - No Comments »

Un tuffo nel passato prossimo – remoto


Oggi ho ritrovato me stesso rituffandomi nei luoghi dove ho vissuto per tredici anni, non discosto dal mare, in una riserva unica, congiunta alla tenuta presidenziale di Castel Porziano.
I tempi però mutano perché cambiano le esigenze imposte dal modo di vivere di una metropoli come Roma, città dai lunghissimi, infiniti percorsi, che tolgono il fiato a chicchessia.
Oggi ho rivisitato i miei luoghi, la vastissima pineta che porta al mare, le strade alberate che percorrevo piacevolmente con la mia bici, i miei vecchi amici con i quali avevo rapporti di amicizia cordiali e il simpaticissimo portiere di condominio.
Ora vivo in un’altra dimensione, non meno bella e, tutto sommato, più pratica dal punto di vista logistico. Tutto mi è a portata di mano. Tutti i servizi sono a mio favore, perché, là dove la città è ben collegata, i tempi sono più brevi e lo spazio vitale meno oppressivo.
Insomma, stamani, dopo il lungo lockdown, volentieri ho ripercorso il GRA e in tempo ragionevole ho potuto annusare aria di mare.
Parlare di mare per me significa parlare di vita. Il mare è direttamente proporzionale al mio modo di essere, in quanto le mie estati, lunghissime estati, erano a contatto con il mare.
Ebbene, ora si è creata in me una certa dicotomia: da una parte trasportato in una dimensione dove il salato né si assapora né si respira, dall’altra toccato di continuo dal desiderio di percorrere chilometri pur di giungere a immergermi nelle acque salutari e ristoratrici.
Per oggi mi accontento di questo godimento. Per il dopo si vedrà. La Sardegna rimane la mia meta agognata. Mi pare ovvio, dato che è la mia terra.

PpischeddaS

Roma 28 maggio 2020

Cara Sardegna: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 27 in: Senza categoria - No Comments »

Cara Sardegna

Fa bene la Sardegna a tutelarsi e a usare tutte le precauzioni richiedendo il certificato di negatività in relazione  al Covid – 19,, di cui siamo tutti a conoscenza. Chiedere un certificato di sanità è il minimo che si possa pretendere. Sono stati bravi i miei conterranei a rispettare tutte le regole nel periodo della quarantena. I sardi per tradizione sono ospitali e non sono contro i turisti. Vogliono però che in questo momento così delicato i loro sforzi non vengano vanificati per colpa di chicchessia possa essere veicolo di trasmissione di contagio. La bontà non è sinonimo di dabbenaggine.  L’isola vive anche di turismo, ma non è con l’ingresso incontrollato dei turisti e dei non residenti che si possa impinguare l’economia locale. Garantire la salute di tutti è compito del Governo nazionale e regionale. Questa attenzione mi pare che finora sia stata profusa in maniera chiara e inequivocabile.
Anch’io ho il desiderio di tornare nella mia terra e visitare i miei cari vivi e defunti. Sarà mia cura attenermi alle misure dettate per il bene comune.
PpischeddaS
27 maggio 2020

Posted on mag 23 in: Senza categoria - No Comments »

Costruirsi una fortezza

Il tuo corpo deve avere gli anticorpi necessari per poter vivere a lungo. La tua vita deve essere sempre preparata a fronteggiare i nemici spirituali che la insidiano. Devi costruire intorno a te una fortezza possente, perché il male non si introduca nella tua interiorità minandone la sopravvivenza. Immenso è il valore dell’anima tua! Devi stare attento a non dissipare la tua fragile esistenza con mezzi effimeri e dannosi. La vita è tua e sei tu il principale responsabile dei tuoi modi di vivere. Non puoi fare della tua vita ciò che vuoi, dicendo appunto con caparbietà che la vita è tua e la gestisci come ti pare. Non è un modo esatto di ragionare. La vita va ben amministrata, perché è un dono che ti è stato affidato e di cui davi dare conto a Colui che te l’ha data.
Se hai orecchio fino, ascolta bene i consigli che ti vengono suggeriti. Se poi, di proposito, vuoi essere sordo ai richiami, quelli benefici, la responsabilità è tutta tua.

PpischeddaS
23 maggio 2020

I don Ferrante della situazione: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 21 in: Senza categoria - No Comments »

I don Ferrante della situazione

“In rerum natura” diceva, ” non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può esser né l’uno né l’altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. E son qui. Le sostanze sono, o spirituali, o materiali. Che il contagio sia sostanza spirituale, è uno sproposito che nessuno vorrebbe sostenere; sicché è inutile parlarne. Le sostanze materiali sono, o semplici, o composte. Ora, sostanza semplice il contagio non è; e si dimostra in quattro parole. Non è sostanza aerea; perché, se fosse tale, in vece di passar da un corpo all’altro, volerebbe subito alla sua sfera. Non è acquea; perché bagnerebbe, e verrebbe asciugata dai venti. Non è ignea; perché brucerebbe. Non è terrea; perché sarebbe visibile. Sostanza composta, neppure; perché a ogni modo dovrebbe esser sensibile all’occhio o al tatto; e questo contagio, chi l’ha veduto? chi l’ha toccato? Riman da vedere se possa essere accidente. Peggio che peggio. Ci dicono questi signori dotti che si comunica da un corpo all’altro; ché questo è il loro achille, questo il pretesto per far tante prescrizioni senza costrutto. Ora, supponendolo accidente, verrebbe a essere un accidente trasportato: due parole che fanno ai calci, non essendoci, in tutta la filosofia, cosa più chiara, più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto all’altro. Che se, per evitar questa Scilla, si riducono a dire che sia accidente prodotto, danno in Cariddi: perché, se è prodotto, dunque non si comunica, non si propaga, come vanno blaterando. Posti questi princìpi, cosa serve venirci tanto a parlare di vibici, d’esantemi, d’antraci … ? ” ” Tutte corbellerie, ” sparò fuori una volta un tale.
” No, no, ” riprese don Ferrante: “non dico questo: la scienza è scienza; solo bisogna saperla adoprare. Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell’e buono; ma dico che non che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano.” … His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli s’attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle.
[da "I Promessi Sposi" Cap. 37]

Ci sono anche oggi personaggi dotti o presunti tali, che si spacciano per scienziati e che vogliono dimostrare di saperne più degli scienziati stessi in fatto di coronavirus, sostenendo che quest’ultimo è una chimera e che si tratta semplicemente di un’influenza, di un raffreddore passeggero, senza considerare e contare le numerose bare di deceduti a causa del morbo che ha aggredito e sta aggredendo tutto il mondo, con grave perdita non solo di vite umane ma anche di grave dissesto economico – finanziario che ha già ridotto o si appresta a ridurre gran parte dell’umanità in povertà assoluta.
Ai signori che la pensano così ricordiamo che nella fase 2 appena iniziata la pandemia non è stata ancora smantellata ma serpeggia come una serpe velenosa in molte parti del nostro pianeta procurando morti senza fine.
Chi guarda col naso in su le stelle abbassi la vista verso la terra e si renda conto che il contagio esiste e si propaga in maniera supersonica da un soggetto all’altro senza preavviso o senza chiedere il permesso.
A onor del vero noto che qui a Roma la stragrande maggioranza della gente usa tutte le precauzioni del caso, indossando mascherina e guanti e osservando la distanza prescritta dal decreto ministeriale. Questo comportamento, auspicabile per tutti e in ogni luogo in cui si verifichi pericolo di assembramento, è senza dubbio lodevole. Davanti e dentro gli esercizi commerciali tutto si compie secondo le regole. Così anche in tutti i settori che richiedano, per qualsiasi esigenza, presenza di clienti.
Personalmente credo in ciò che dicono gli uomini di scienza e raccomando a me stesso e agli altri massima prudenza in questa fase 2 così delicata, forse più delicata della prima!
PpischeddaS
Roma 21 maggio 2020

Impressioni personali: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 19 in: Senza categoria - No Comments »

Impressioni personali

Nessuno può arrivare a conoscere in profondità la realtà delle cose, perché le cose stesse cambiano forma ad ogni istante e l’uomo, benché superiore alla materia, viene schiacciato da una massa mutevole e opprimente. È terribile constatare come l’essere umano, dotato di intelligenza, si lasci sopraffare dalla materia priva di capacità intellettive. Mi fa rabbia vedere gente che si amalgama volutamente con le cose non considerando che queste passano come uno tsunami insidioso e travolgente. Misero è l’uomo che ha perso il senso della propria umanità,  fatta di virtù sublimi non appannaggio di nessun altro essere del creato. Come mai l’uomo è giunto a un così grave stato di debolezza?
Capisco l’uomo sofferente, povero, ridotto alla miseria assoluta, travolto a sua insaputa dagli eventi che mutano di ora in ora. Basta una pandemia e la gente che già era povera rimane schiacciata dalla povertà stessa.
Non capisco l’uomo, anzi lo detesto, che approfitta delle catastrofi per arricchirsi ancora di più. È un malcostume, questo, che incancrenisce la mente umana e impedisce di vedere le situazioni del mondo.
Mi fanno piangere i miliardari che detengono ricchezze da capogiro. Mi fanno compassione! Prima o poi lasceranno tutto ciò che possiedono. A che pro accumulare? Basta una ventata di coronavirus a spazzare via così gran mole di beni!
Sono contento in questa fase 2 per i poveri che hanno riavviato le loro attività con la speranza di riottenere la serenità nell’esercizio del loro lavoro.
In questo inizio di ripresa, però, parlando con piccoli imprenditori, ho letto sul loro volto i segni dello sconforto e della disperazione.
Mi capita di incontrare di frequente gente che non sorride più, che non parla più, che non ha più il senso della socialità. Effetti della pandemia? Può darsi!
PpischeddaS
Roma 19 maggio 2020

Prove di ripresa: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 18 in: Senza categoria - No Comments »

Prove di ripresa

Oggi si lavora sotto tenda, a contatto con la natura, sul balcone di casa, dove arrivano i profumi del giardino, bello da vedere in tutta la sua ampiezza. Non è necessario che mi discosti dal mio habitat per andare a cercare altrove chissà che. Il tutto poi è avvalorato dal silenzio, che dà una marcia in più per chi come me ama leggere, comporre e meditare. Anche maggio trascorre a passo sostenuto. La giornata odierna, però, per la stragrande maggioranza, è tutta speciale. Dopo due mesi di stretta osservanza delle regole legate allo stare in casa per via della pandemia, si torna alla cosiddetta normalità. Come leoni in gabbia, una volta liberati, gli umani si sono fiondati nei parchi e nelle piazze delle città. Tutto ciò è comprensibile, anche perché l’uomo è stato creato nella natura e non può fare a meno di essa. È ancora presto per programmare vacanze estive. Chissà se potremo farle e in che modo le potremo gustare. Ciò che importa è che siamo vivi, anche se resta in ciascuno di noi la mestizia per tutti i nostri fratelli che non ce l’hanno fatta e non sono più tra noi.
Dopo le guerre, dopo le catastrofi naturali e dopo le pandemie è connaturata alla natura umana la volontà di riprendersi e rinnovarsi. È auspicabile che ciò avvenga, perché senza il benessere adeguato alla dignità della persona umana non può esistere contentezza e soddisfazione di vivere. L’uomo ha bisogno di soddisfazioni personali che possono provenire solo da un lavoro sicuro e continuo.
La crisi determinata dal coronavirus non è per niente da sottovalutare. Tutti i settori del comparto socio – economico hanno subito un depauperamento di risorse da far tremare i polsi. Molte attività ben avviate e consolidate prima dell’espansione del morbo hanno annunciato la chiusura, per ovvie ragioni.
Confidiamo che questo diciotto di maggio sia l’incipit di incoraggiamento a ben sperare in un futuro migliore.
PpischeddaS

Roma 18 maggio 2020

IL DIVANO DEI PENSIERI: di Pietrino Pischedda

Posted on mag 16 in: Senza categoria - No Comments »

Il divano dei pensieri

Bisogna riconoscere che la quarantena ci ha abituato al rien à faire, a riposare più del consueto, a godere della comodità del divano, ma anche a meditare, a leggere, a comporre, a scrivere, ecc. Durante questo esilio forzato la mia mente si è aperta all’inverosimile e ha sciorinato un sacco di riflessioni che poi si sono tradotte in opere. Mentre sto sdraiato non dormo ma penso e poi scrivo ed espando al pubblico quanto è passato  per il cervello. Ora che il lockdown sta per finire, avremo meno concentrazione, ma in compenso “usciremo nuovamente a riveder le stelle”. Oh beata libertà! Rivedremo i nostri campi in fiore, contempleremo maggio tutto verde, si moltiplicheranno i selfie presso le fontane delle nostre città, rientreremo nelle chiese sanificate, ci sdraieremo sopra i prati a narrare i nostri aneddoti, rivedremo gli amici che ritenevamo ormai perduti, ma, sopratutto, riprenderemo i contatti con i nostri congiunti, i “famosi congiunti”.
Ammettiamo che è stata una prova durissima, ma ne è valsa la pena. Ci siamo salvati da un pericoloso nemico  e abbiamo contribuito a salvare altre vite umane. Certo che il nome di questo morbo me lo sognerò per lungo tempo. Tutto è diventato un incubo: il suono frequente delle sirene delle ambulanze dirette agli ospedali vicini (qui come abbondano i supermercati, abbondano pure i nosocomi, nonché naturalmente le chiese), il silenzio di tomba nelle vie limitrofe, il suono lento e mesto delle campane per esortare a pregare in casa, in assenza della consueta messa domenicale.
Diciamo poi che l’ingegno dell’uomo si è raffinato e per non cadere nella noia completa ha fatto esperienza in maniera lodevole dello streaming. Pure io, non avvezzo a queste nuove forme multimediali, mi sono cimentato, mica male, in formato zoom, in prove di coro, che hanno sortito risultati piuttosto lusinghieri.
I miei pensieri li condivido con voi, che forse pensate allo stesso modo, se non altro perché, sia io che voi, stiamo per dare un forte battito d’ali, all’inseguimento delle cose che ci piacciono.
Buon Weekend sereno e gioioso!
PpischeddaS
Roma 16 maggio 2020

Sutor, ne ultra crepidam! di Pietrino Pischedda

Posted on mag 14 in: Senza categoria - No Comments »

Sutor, ne ultra crepidam!

Io non so che dirti, caro ciabattino, ma tu non devi andare oltre le scarpe che sai costruire in modo meravigliosamente impeccabile! Sai, noi siamo un po’ tutti ciabattini, artisti ingegnosi, o presunti tali. Tu sei un bravo artefice di manufatti che noi indossiamo, ma mentre tu ti limiti a consegnarci le tue preziose opere e ci dici ciao, noi con quelle comode scarpe, da te preparate, ti superiamo nelle intenzioni e camminiamo, camminiamo con la fantasia, con i pregiudizi, con le maldicenze, con le dicerie e, mentre avvertiamo te perché non vada oltre le tue scarpe, siamo noi a superare i confini con quelle calzature, le tue calzature.
Cari amici, non mi piace il comportamento che abbiamo assunto nei confronti di una nostra connazionale, testé liberata dalle mani degli aguzzini. Non è necessario fare nome e cognome, o meglio  pronunciare il nuovo nome! Non mi interessa! A me importa che questa creatura, figlia di Dio e nostra sorella, sia finalmente libera! Forse la volevamo martire e non apostata, se  mai apostata possiamo considerarla. Io non me la sento di giudicare nessuno, tanto meno una giovane donna che è passata attraverso una prova terribile, da non augurare a nessuno. Chi sono io per entrare nel Foro della coscienza di chicchessia e provare a scandagliare la sua anima, toccare i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue emozioni e abbattere il segreto della sua libertà?
Noi puri di cuore vorremmo condannare e scagliare non una ma molteplici pietre contro una persona che abbiamo etichettato come traditrice. Traditrice di chi, di che cosa?
Poveri noi, presuntuosi noi che crediamo di essere sempre puri, immacolati, ligi al nostro dovere, santi e     mai peccatori!
Io non me la sento di unirmi al gregge che grida scandalo e non ha un briciolo di buon senso in nome di un credo che non è il vero credo.
Il vero credo sta nella comprensione e nella gioia di una vita che è stata salvata, non importa come, e che ha il diritto di continuare a vivere dignitosamente il suo futuro.
Cari amici, non andiamo oltre i limiti fantasticando chissà che cosa! Il pensare male ci pone già nello stato di peccatori!
Pietrino Pischedda
Roma 14 maggio 2020