Prologo di Giovanni: breve commento di Pietrino Pischedda

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Gv 1, 1- 18

Prologo

In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era in principio presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui,

e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

In lui era la vita

E la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre,

ma le tenebre non l’hanno accolta.

Venne un uomo mandato da Dio

E il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

Per rendere testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo

la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Egli era nel mondo,

e il mondo fu fatto per mezzo di lui,

eppure il mondo non lo riconobbe.

Venne fra la sua gente,

ma i suoi non l’hanno accolto.

A quanti però l’hanno accolto,

ha dato il potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

i quali non da sangue,

né da volere di carne, né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne

E venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi vedemmo la sua gloria,

gloria come di unigenito dal Padre,

pieno di grazia e di verità .

Giovanni gli rende testimonianza

E grida:«Ecco l’uomo di cui io dissi:

Colui che viene dopo di me

Mi è passato avanti,

perché era prima di me.

Dalla sua pienezza

Noi tutti abbiamo ricevuto

E grazia su grazia.

Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità  vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio nessuno l’ha mai visto:

proprio il Figlio unigenito,

che è nel seno del Padre,

lui lo ha rivelato.

(BJ)

Belle le parole di Giovanni, poetiche, ispirate, confortanti, portatrici di vita, di luce, di serenità .

Una luce squarcia le tenebre che avvolgono il mondo, fin dai primordi ma soprattutto ora, all’inizio di questo 2011, che si affaccia minaccioso, contraddittorio, fratricida, irrispettoso verso quel Dio creatore, datore del Verbo fattosi carne, respinto da chi vuole ancora brancolare nel buio.

Molti credono di essere la luce e non riconoscono la luce vera, il Verbo preesistente, la Sapienza incarnata.

Serpeggiano ormai, dovunque, operatori del male, subdoli suggeritori di bene, vani trasmettitori di gioia e di luce.

Guai farsi ingannare e trascinare da coloro che si sentono detentori della verità  al di fuori della Chiesa e offrono rimedi effimeri e pericolosi.

In lui era la vita

E la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre,

ma le tenebre non l’hanno accolta.

Falsi profeti si annidano nelle dimore terrene e cercano di offuscare la luce divina.

A quanti però l’hanno accolto,

ha dato potere di diventare figli di Dio.

Beato chi, come Giovanni, rende testimonianza al Verbo incarnato e si sente figlio di Dio.

Roma, 2.1.2011 (Pietrino Pischedda)

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