L’uomo: di Pietrino Pischedda

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L’ u o m o

Πολλὰ τὰ δεινὰ κοὐδὲν ἀνθρώπου δεινότερον πέλει (Sofocle)
Molte sono le cose meravigliose ma non c’è cosa più straordinaria dell’uomo!
Gn 1
26 E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
27 Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Da qualsiasi parte lo contestualizziamo, sia nell’ambito pagano che biblico, l’uomo ha una sua centralità rispetto a tutto il creato: (ebr.) אדם (âdâm); (gr.) ἄνθρωπος; (lat.) homo.
“L’uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c’è bisogno che tutto l’universo s’armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell’universo su di lui; l’universo invece non ne sa niente.“ (Pascal)
Dunque l’uomo nella sua interezza, anima e corpo, nelle sue diverse sfaccettature, nella sua debolezza, nella sua capacità di compiere qualsiasi azione buona o cattiva, data la libertà che gli viene concessa, nel suo pensiero.
Tutto ciò che l’uomo compie, nell’osservanza delle regole o nella trasgressione, è frutto del suo pensiero, che macina ed elabora progetti buoni o perversi.
L’uomo nella sua corporeità è un fuscello insignificante, soggetto a essere piegato e annientato dalle forze della natura, cieca e non pensante, ma mentre viene abbattuto non può essere decurtato del suo pensare e del suo rendersi conto che ha dei limiti nel contrastare la Natura, affidatagli in amministrazione, perché a un certo punto questa, la natura appunto, si scuote da un apparente stato di torpore e si ribella.
L’uomo deve far uso del cervello, controllando i suoi stati d’animo, i suoi istinti, le sue passioni, facendo sì che quanto intende operare volga sempre  al bene dei suoi simili.
Stride il fatto che l’uomo, pur essendo una macchina perfetta, completa, dotata di intelligenza, indirizzi quest’ultima a disegnare scenari di guerra e a sovvertire la pace universale.
Perpetrando azioni scomposte e contrarie al senso comune, l’uomo perde la sua vera immagine e somiglianza donategli dal Creatore all’alba del mondo.
Uomo, tu che sei la meraviglia del creato, di tutte le cose create, non deturpare questa tua immagine col fuoco della tua ira e della tua imbecillità!
Uomo, tu hai un cuore che pulsa per amare e non per odiare!
Uomo, tu che conosci la tua fragilità come una canna sbattuta dal vento, non atteggiarti a superuomo ma mantieni la tua umiltà a servizio del tuo prossimo, poiché tutti siamo bisognosi gli uni degli altri!
Non basta dire che l’uomo è una creatura meravigliosa!
Spetta all’uomo stesso dimostrarlo nelle azioni delle sue molteplici quotidianità!
Pietrino  Pischedda
Roma 28 agosto 2020

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