Sutor, ne ultra crepidam! di Pietrino Pischedda

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Sutor, ne ultra crepidam!

Io non so che dirti, caro ciabattino, ma tu non devi andare oltre le scarpe che sai costruire in modo meravigliosamente impeccabile! Sai, noi siamo un po’ tutti ciabattini, artisti ingegnosi, o presunti tali. Tu sei un bravo artefice di manufatti che noi indossiamo, ma mentre tu ti limiti a consegnarci le tue preziose opere e ci dici ciao, noi con quelle comode scarpe, da te preparate, ti superiamo nelle intenzioni e camminiamo, camminiamo con la fantasia, con i pregiudizi, con le maldicenze, con le dicerie e, mentre avvertiamo te perché non vada oltre le tue scarpe, siamo noi a superare i confini con quelle calzature, le tue calzature.
Cari amici, non mi piace il comportamento che abbiamo assunto nei confronti di una nostra connazionale, testé liberata dalle mani degli aguzzini. Non è necessario fare nome e cognome, o meglio  pronunciare il nuovo nome! Non mi interessa! A me importa che questa creatura, figlia di Dio e nostra sorella, sia finalmente libera! Forse la volevamo martire e non apostata, se  mai apostata possiamo considerarla. Io non me la sento di giudicare nessuno, tanto meno una giovane donna che è passata attraverso una prova terribile, da non augurare a nessuno. Chi sono io per entrare nel Foro della coscienza di chicchessia e provare a scandagliare la sua anima, toccare i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue emozioni e abbattere il segreto della sua libertà?
Noi puri di cuore vorremmo condannare e scagliare non una ma molteplici pietre contro una persona che abbiamo etichettato come traditrice. Traditrice di chi, di che cosa?
Poveri noi, presuntuosi noi che crediamo di essere sempre puri, immacolati, ligi al nostro dovere, santi e     mai peccatori!
Io non me la sento di unirmi al gregge che grida scandalo e non ha un briciolo di buon senso in nome di un credo che non è il vero credo.
Il vero credo sta nella comprensione e nella gioia di una vita che è stata salvata, non importa come, e che ha il diritto di continuare a vivere dignitosamente il suo futuro.
Cari amici, non andiamo oltre i limiti fantasticando chissà che cosa! Il pensare male ci pone già nello stato di peccatori!
Pietrino Pischedda
Roma 14 maggio 2020

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