Eh la fretta… : di Pietrino Pischedda

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Eh la fretta…

“La gatta frettolosa fece i gattini ciechi!” Proverbio saggio e sempre attuale!
Il pensiero corre veloce e sta già a cavallo dello scoccar della mezzanotte per agguantare il millesimo di secondo che darà l’incipit ufficiale del 4 maggio 2020, dies sollemnis, giorno di liberazione, giorno di esultanza gridata a pieni polmoni!
Appena terminata la conferenza stampa del Premier, l’altro ieri, si è sollevata una ridda di critiche, di improperi e di maldicenze, perché ci si aspettava un “rompete le righe”, che invece non si è avvertito.
Anche esponenti della Chiesa hanno alzato il tiro per via delle messe domenicali e di altri riti religiosi celebrati per due mesi senza la partecipazione di una assemblea orante e festante intorno al suo pastore. A smorzare i toni e a invitare alla prudenza c’è voluta stamane la voce autorevole di Francesco, il quale, da uomo saggio qual è, ha invitato per la seconda volta vescovi e sacerdoti ad essere prudenti e ad attenersi alle direttive del Governo.
Non c’è alcun complotto nei confronti di chicchessia. C’è piuttosto il bene delle persone, la salute di tutti, nell’interezza dell’anima e del corpo, dico di tutti.
La fretta è una cattiva consigliera che si alza presto la mattina e grida a squarciagola: “seguitemi”!
Oggi ho risentito un suono più frequente di sirene, non quello di voci suadenti di fanciulle proveniente dal mare increspato ma quello di ambulanze frettolose richiamate da gente che ha creduto di fare della fretta l’arma vincente.
“Siate prudenti come i serpenti” (Mt 10, 16), pronti a scrutare tutti i pericoli nascosti nelle fessure delle nostre fragilità!
Anch’io, uomo segnato dagli anni ma non da questi piegato e sottomesso, ho una voglia matta di vedere le persone che amo, di stringere le mani di chi mi vuole bene, di abbracciare i miei parenti e conoscenti, di rendere visita ai miei cari nei luoghi santi, di onorare della mia presenza il sepolcro dove giace il corpo di una sorella, la cui anima da pochi giorni è volata in Cielo.
Anch’io provo il desiderio forte, anzi fortissimo, di recarmi in chiesa per pregare e cantare insieme ai fedeli partecipando con fede al sacrificio eucaristico!
Deponiamo l’orgoglio di essere troppo forti, sicuri di averla vinta su chi è più forte di noi, il male che subdolo e perverso si nasconde nel virus di questi mesi.
Che il nostro ardimento sprezzante e borioso non contribuisca, ahimè, ad ammorbare ancor più le acque agitate e torbide della nostra esistenza!
“Pedro, adelante con juicio”! (Manzoni)
Monito quest’ultimo che vale per me e per tutti voi!

Petrus Pischedda Scriptor

Roma 28 aprile 2020

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