SESSANTENA: di Pietrino Pischedda

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Sessantena

In questa “sessantena”, ormai abbiamo dimenticato la quarantena, un ruolo importante l’ha giocato e lo gioca la cucina, l’angolo paradisiaco da dove emanano profumi soavi che attenuano le vibrazioni del sistema nervoso dovute a uno status psicologico, a detta di molti, preoccupante.
La cucina è il centro della casa dove si concentra tutta la nostra attenzione. Più ci sono prelibatezze e meno si sente il vincolo della clausura.
Molti si lamentano per il rialzo del peso corporeo. Costoro non devono lamentarsi ma rasserenarsi e trovare la risposta nell’assioma quanto mai corrispondente alla realtà dei fatti, che si traduce verosimilmente nella provvidenziale “compensatio” per il danno subito dal virus. Se tu, bestia di un virus, mi costringi a stare a casa, devo pur trovare un equilibrio e cercare di non perdere le mie difese immunitarie!
Ecco allora la cucina da cui escono i piatti fumanti delle vivande create dalla nostra fantasia scatenata e protesa a ricette sempre nuove.
In questa seduta “carceraria”molti si sono improvvisati cuochi, pasticceri, panettieri, parrucchieri, etc.
La cosa più bella e costruttiva è data, però, dall’aver consolidato l’unità della famiglia, anche attraverso il pane spezzato e diviso nell’intimità della casa.

Petrus Pischedda Scriptor

Roma 26 aprile 2020

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