Demarete (Δημαρέτη)

Poetessa menzionata da Ateneo, sconosciuta da altri.

Testimonia

  1. Athen. 15, 32 Kaibel :

καὶ γὰρ εἰς Δημαρέτην ἀναφέρεταί τι ποιημάτιον ὃ ἐπιγράφεται Τρίφυλλον.

Si attribuisce a Demarete un poemetto che s’intitola Τρίφυλλον (trifoglio).

Fragmentum

  1. [titulus]

Τρίφυλλον (trifoglio)


Petrus Pischedda trad.

Diofila (Διοφίλα)

Poetessa del 4°/3° sec. a. C., autrice di un “encomio” in esametri dattilici, che descrive le costellazioni.

Fragmentum

  1. P. Oxy. 20, 2258 c, fr. 1 (ed. H. Lloyd­-Jones and P. Parsons, Supplementum Hellenisticum ; Berlin, De Gruyter, 1983 ; fr. 391, pp. 179­-180) :

ἐν τῷ ἐπιγραφομένῳ προκ[∙∙∙]ῳ
∙∙λλ∙[     ]ιδε κεῖνο δι’ ἠέρ[ος] ἐ̣μφανὲς ἄ[σ]τρον
ὄμματ’ ἐπιστ[ή]σασα κ(α)τ’ ἀστ[ερ]όεσσαν Ἅμαξ[αν]·
τ̣ὴν ἄραπαν∙[     ] ἀεὶ κ(α)τ(α)κείμενον [∙∙∙]η
ἐκ̣ταδίη κέχυται πολλοὶ δ’ ὡς ἀσ̣τέρε̣ς ἀμφὶ̣ς̣
κ̣α̣ὶ θαμέες τυπόωσιν ἀτὰρ ∙∙[    ]είδεται ὤμων̣
Παρθένου οὐδὲ Λέοντος ἀπόπροθεν αἰωρεῖται,
οὐραν[ί]οιο Λέοντος, ἐπιψαυε[∙]∙∙∙[
[ἰ]ξύος ἀκροτάτ̣η̣ς̣, ἕ̣πεται δέ οἱ ἄγχι Βοώτης
Ἄρκτον ἀπο[σ]κοπέων ηοι∙∙εγασχοοπα[

…quell’astro visibile in cielo

fisso lo sguardo sul Carro lucente:

sempre giace disteso per lungo

come molti astri intorno

e nondimeno numerosi foggiano…, all’aspetto, le spalle

della Vergine e non lontano dal Leone oscillano,

dal Leone celeste…

all’estremità dell’anca; scrutando da presso Boote segue

l’Orsa …

Petrus Pischedda trad.

Elefantina / Elefantide (Ἐλεφαντίνη / Ἐλεφαντίς)

Autrice di scritti erotici, sul cui contenuto abbiamo notizie da Marziale e Svetonio (molles Elephantidos libelli: descrizione delle posture amorose, con illustrazioni). Le sue figurae Veneris erano conosciute a Roma sotto il nome di Eléphantis.

Testimonia

  1. Suda, s.v. Ἀστυάνασσα, Ἑλένης τῆς Μενελάου θεράπαινα· ἥτις πρώτη τὰς ἐν τῇ συνουσίᾳ κατακλίσεις εὗρε καὶ ἔγραψε περὶ σχημάτων συνουσιαστικῶν· ἣν ὕστερον παρεζήλωσαν Φιλαινὶς καὶ Ἐλεφαντίνη, αἱ τὰ τοιαῦτα ἐξορχησάμεναι ἀσελγήματα.

Astianassa, serva di Elena, la moglie di Menelao, per prima scoprì le posizioni nel rapporto sessuale e scrisse (un libro) di schemi erotici. In seguito la imitarono Filenide ed Elefantina, che hanno divulgato siffatte azioni da impudente.

Petrus Pischedda trad.

2) Anth. Gr. 7, 345 : ἀδέσποτον. οἳ δὲ Σιμωνίδου man. sec. εἰς Φιλαινίδα τὴν Ἐλεφαντίνης ἑταίραν τὴν γράψασαν ἐν πίνακι τὰς γυναικείας μίξεις ἐκείνας, δι’ ἃς καὶ κωμωιδεῖται παρὰ τῶν ἐν Ἀθήναις σοφῶν.

Anonimo, ma alcuni dicono di Simonide: riguardo a Filenide, la compagna di Elefantina, che ha dipinto su un quadro quelle unioni femminili, grazie alle quali è anche rappresentata dai commediografi attici.

Petrus Pischedda trad.

3) Martial, Ep. 12, 43 :

Facundos mihi de libidinosis

Legisti nimium, Sabelle, versus,

Quales nec Didymi sciunt puellae

Nec molles Elephantidos libelli.

Sunt illic Veneris novae figurae,

Quales perditus audeat fututor,

Praestent et taceant quid exoleti,

Quo symplegmate quinque copulentur,

Qua plures teneantur a catena,

Extinctam liceat quid ad lucernam.
Tanti non erat, esse te disertum.

Mi hai letto, o Sabello, versi troppo eloquenti riguardanti la sensualità, che né le ragazze di Didimo conoscono né i libretti libidinosi di Elefantide, contenenti nuove posizioni erotiche, che (solo) un depravato lussurioso potrebbe osare; (vi si espone) che cosa gli amasi accordino e tacciano, con quale amplesso cinque si uniscano intimamente, da quale catena più (di cinque) siano tenuti, che cosa sia possibile a luce spenta. Non aveva tanta importanza che tu fossi così eloquente.

Petrus Pischedda trad.

4) Suet., Tib. 43 :

secessu uero Caprensi etiam sellaria excogitauit, sedem arcanarum libidinum, in quam undique conquisiti puellarum et exoletorum greges monstrosique concubitus repertores, quos spintrias appellabat, triplici serie conexi, in uicem incestarent coram ipso, ut aspectu deficientis libidines excitaret. cubicula plurifariam disposita tabellis ac sigillis lasciuissimarum picturarum et figurarum adornauit librisque Elephantidis instruxit, ne cui in opera edenda exemplar impe[t]ratae schemae deesset

Persino nella residenza estiva di Capri (Tiberio) escogitò delle sedie per un locale di oscenità segrete, nel quale,  radunati da ogni parte gruppi di ragazze  e amasi e inventori di accoppiamenti contro natura, che chiamava “spintriae”, connessi da una triplice catena, si prostituivano tra loro al suo cospetto, onde eccitare la libidine di chi a un colpo d’occhio ne era sprovvisto. Egli ornò delle stanze disposte in varie parti con dipinti e statuette tra i più lascivi e le corredò dei libri di Elefantide, affinché a nessuno nella propria prestazione mancasse il modello della posizione prescritta.

Petrus Pischedda trad.

5) Priapea 4 :

Obscaenas rigido deo tabellas
dicans ex Elephantidos libellis
dat donum Lalage rogatque, temptes,
si pictas opus edat ad figuras.

Osceni quadretti al dio voglioso dà in dono

Lalage, che si ispira ai libretti di Elefantide,

e lo prega di provare se l’opera

dia atto delle posizioni dipinte.

Petrus Pischedda trad.

6a) Plin., N.H. 28 :

Summa: medicinae et historiae et observationes MDCLXXXII

EX AVCTORIBVS M. Varrone. L. Pisone…

EXTERNIS Democrito. … Elephantide…

Somma: medicine, storie e osservazioni 1682

Autori: M. Varrone. L. Pisonr…

Stranieri: Democrito…Elefantide…

Petrus Pischedda trad.

6b) Plin., N.H. 28, 81 :

quae Lais et Elephantis inter se contraria prodidere de abortiv<o> carbone e radice brassicae vel myrti vel tamaricis in eo sanguine extincto,

Le contrarietà che Laide ed Elefantide espressero tra di loro a riguardo del carbone abortivo della radice del cavolo o del mirto o della tamerice spento in quel sangue.

Petrus Pischedda trad.

7) Galien, De compositione medicamentorum secundum locos 12, 416 :

γέγραπται δὲ καὶ ἄλλα πολλὰ, φησὶν, παρά τε Ἀσκληπιάδῃ καὶ Ἡρακλείδῃ τῷ Ταραντίνῳ καὶ Ἐλεφαντίδῃ καὶ Μοσχίωνι διὰ τοῦ κοσμητικοῦ.

Sono state scritte molte altre cose, si dice, da Asclepiade, Eraclide di Taranto, Elefantide e Moschione sui cosmetici.

Petrus Pischedda trad.

8) Tatien, ad Graec. 34 :

Ἐχρῆν δὲ πᾶν τὸ τοιοῦτον εἶδος παραιτησαμένους τὸ κατὰ ἀλήθειαν σπουδαῖον ζητεῖν καὶ μὴ Φιλαινίδος μηδὲ Ἐλεφαντίδος τῶν ἀρρήτων ἐπινοιῶν ἀντιποιουμένους τὴν ἡμετέραν πολιτείαν βδελύττεσθαι.

Si sarebbero dovute evitare tutte le cose di questo genere e cercare ciò che è veramente conveniente e non condizionare la nostra vita imitando le idee bizzarre di Filenide e di Elefantide.

Petrus Pischedda trad.

9) Parthenius, fr. 39 = 656 : Ἐλεφαντίς

Fragmentum

1) [titulus]

περὶ κοσμητικῶν

Sui cosmetici

Petrus Pischedda trad.

Elpide (Ἐλπίς)

Poetessa sicula, di origine greca, moglie di Severino Boezio (480 d.C.).

Testimonia

Fragments

  1. Épitaphe d’Elpis

Helpis dicta fui, Siculae regionis alumna,

quam procul a patria conjugis egit amor.

Quo sine maesta dies, nox anxia, flebilis hora,

Cumque viro solum spiritus unus erat.

Lux mea non clausa est, tali remanente marito

Majorisque animae parte superstes ero.

Porticibusque sacris, jam nunc peregrina quiesco,

judicis aeterni testificata thronum.

Neve manus bustum violet, ne forte jugalis

Haec iterum cupiat jungere membra suis.

Fui chiamata Elpide, figlia della regione Sicilia,

che l’amore del marito condusse lontano dalla patria,

senza il quale triste era il giorno, travagliata la notte, dolente l’ora

e in unione al marito c’era un’anima sola.

La mia luce non s’è spenta, restando in vita tale marito,

e sopravviverò nella parte della mia anima più grande.

Sotto i sacri portici,  io la straniera riposo,

prendendo a testimone il trono del giudice eterno.

La tua mano non violi questa tomba, se mai mio marito

desideri unire nuovamente queste membra alle sue.

Petrus Pischedda trad.

2) Hymne « à vêpres et à matines » en l’honneur de st Pierre et st Paul (29 juin):

Aurea luce et decore roseo,

Lux lucis omne perfudisti seculum,

Decorans coelos inclyto martyrio,

Hac sacra die, quae dat reis veniam.

Janitor coeli, Doctor orbis pariter

Judices seculi, vera mundi lumina,

Per crucem alter, alter ense triumphans

Vitae senatum laureati possident.

O felix Roma, quae tantorum principum

Es purpurata pretioso sanguine !

Non laude tua, sed ipsorum meritis

Excedis omnem mundi pulchritudinem.

Con luce dorata e rosea bellezza,

o luce della luce, hai inondato tutto il mondo,

ornando i cieli con un celebre martirio,

in questo sacro giorno, che dà il perdono ai peccatori.

Il Portinaio del cielo e parimenti il Dottore dell’orbe,

giudici del mondo, veri luminari della terra,

l’uno attraverso la croce, l’altro trionfante per la spada,

cinti d’alloro fanno parte del senato dell’eterna vita.

O Roma felice, che risplendi del sangue prezioso

di così illustri principi!

Non per tua lode, ma per i loro meriti

superi ogni bellezza del mondo.

Petrus Pischedda trad.