images

POESIE 1995

di  Pietrino Pischedda

__

RM 24.3.95

E se non fosse vero?

Pensate se ver non fosse

il mal del giustiziato

alla elettrica sedia

alla camera a gas

come vero non fu

pei martiri cristiani

e non cristiani

torturati

seviziati

oltraggiati nell’onor.

L’America, onde onor

cotanto risarcire,

sprofonderebbe

nella povertà assoluta.

Non so darmi ragione

di sì grave insicurezza

che è nell’uomo

che giudica i fatti altrui.

Vedo spesso la giustizia

così labile e aprioristica.

Vedo spesso vite umane

conculcate e annullate.

Vedo sempre più nebbia

addensarsi intorno ai pochi

spruzzi di luce radiosa.

Non è affare di diotrie

mancanti a mie luci.

Se vero non fosse

quanto giudici dicono,

dovremmo issare su vetta,

quella più nobile e alta,

la bandiera nerissima

del lutto e della vergogna

con la scritta memoranda:

“AI FRATELLI INNOCENTI”.

__

RM 17.5.95

LEA

Donna in erba tu sei, piccola mea,

varcato appena hai un anno, mea Lea.

I primi passi movi cauta festosa,

questa terra assapori ignara giocosa.

A te il futuro grande si mostra.

Fiore tu sei or ora sbocciato,

or tu sorridi a tutto il creato.

Donna forte tra genti sarai,

luce e sapienza certe darai.

Tuo è il domani arcano curioso,

è in tuo potere farlo gioioso.

Per tua aita il mondo avrà pace,

tu non desistere ma sii tenace.

Di tua bontà il mondo godrà,

dove c’è tenebra luce vedrà.

___

RM 17.5.95

Donna lodevole

(pubbl. in “Poesia Donna”)

Già si era in tempo d’estate

e il grano mietuto era in parte,

quand’io, da spirto quasi rapito,

in terra germana da raggio fui colpito.

Veste lunga e ampla ella portava

e suoi occhi brillavano quando guardava;

candide braccia, dolce suo volto,

tutto mio guardo a lei fu rivolto.

Sua presenza non ingannevole

ma acume in lei assai lodevole:

tipica donna saggia e pudica

come fu tale la donna antica.

Trovar donna siffatta al giorno d’oggi

impresa è da fare moggi.

Arcano è della donna l’emisfero,

senza di lei saria il mondo sero.

_

RM 12.5.95

Un po’ di Sicilia

Bella è la Terra di Sicilia assai,

tant’è che me ne innamorai

al vederla nella bella stagione,

quando più giallo t’appare il limone.

Che manca a quest’isola sì beata?

Da tutti – cred’io – è essa mirata.

Palermo tra i monti a guardia del mare,

Girgenti tra i templi a farti sognare,

Erice su in alto vetta mirabile

dolce rifugio per uomo sì labile,

Segesta Selinunte realtà templari

dispensatrici di grazie ai suoi cari.

Questo è poco che dir si voglia

di una terra che pur rigoglia

di frutti vari e genuini

profumi vari ai suoi beniamini.

È quel poco ch’io visitai

ma per il resto mio futur ‘potecai.

__

RM 25.5.’95

Dalla costola

E vide Dio che l’uomo era triste

e solo in Eden fra piante miste:

Eva a lui mancava – grave assai -

e in cuor suo aspettava più che mai.

Senonché Dio, psicologo com’è,

di Adam vide tutto il problem:

in un baleno una costola asportò

e fu la prima donna che portò

sulla terra a render l’uom capace

di sua semenza, per sua pace:

la donna fondamento di benstar

è per l’uom, che senza non può star.

Io assai m’indigno quand’Eva

“porca” chiaman, perché quando viveva

non era tal e ora che vive in altre

degna è d’onor da patre a patre.

___

RM 28.5.95

Gatta innamorata

Miagola

emette lamenti

si contorce

per attirare l’attenzione

del gatto

la gatta che ha voglia.

Disturbano l’incontro

i cani che stanno

su in terrazza.

Penelope intanto

continua a far

moine d’amore;

i suoi lamenti

invadono il palazzo,

accendendo fuochi

in altri Gatti

innamorati.

__

RM 2.8.95

Guarda

Guarda il mare

nel suo immenso stupore

nella sua segreta ricchezza

nel suo orizzonte sconfinato

nel suo tremolio dell’onde.

Guarda il mare

nella sua profondità

ittica floreale rocciosa.

Oh il mare!

Il mare dei miei sogni

inadempiuti

irreali

raggiunti

e non mantenuti.

Guarda il mare

in tempesta:

la tempesta dei miei giorni,

dei sì e dei no

delle promesse e delle rinunce.

Guarda, guarda

il mare.

___

RM 31.10.95

Uomo casalingo

Al giorno d’oggi

succede spesso e assai

che le parti invertite

si sono tra i sessi:

quello femminile, invero,

col pretesto ch’accudir

debbon ai bambini,

niente curan la casa,

non fan pranzo nè cena,

non bucato, non pulizie;

il maschile, soppiantato

ormai da quello gentile,

si conforma e domestico

fa, dopo intensa giornata

di lavoro qualsivoglia.

Questa è la parità, sì,

- cosiddetta – dei sessi.

__

RM 11.11.95

Progressi

Oggi, certamente,

un passo importante

s’è compiuto:

la mia stella

adorata Lea

non ha più paura

di viaggiare in macchina.

Perchè tanto timore?

Forse perché ancora infante

percorrer dovette

chilometri a migliaia

dall’estremità germana

usque ad caput mundi.

Segno che quando si è

ancora in fasce

non si è insensibili

o incoscienti ai fatti,

buoni e spiacevoli.