Il mondo: di Pietrino Pischedda

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Il mondo

Ripensando ripensando mi è venuta in mente l’espressione di Gesù, che recita esattamente: “Il mio regno non è di questo mondo…” (Gv 18, 28). Questo per far intendere che durante il giorno penso e non dormo e ogni tanto mi ricordo che vivo in questo mondo, cioè in questa realtà visibile, chiara, pulita, piena di luce. Il mondo, a differenza della terra, è quella grande fetta dove noi conviviamo con tutti gli esseri viventi, quella parte di terra dove, da un capo all’altro, comunichiamo con i nostri simili, ci scambiamo i saluti, i pareri, a volte anche gli insulti (cosa abominevole!), dove navighiamo  sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante viviamo in emisferi diversi. Noi viviamo in questo mondo, vivo, pieno di luce, dotato di tutti i beni, dono meraviglioso di cui dobbiamo far tesoro, spazio offertoci come giardino mondo, pulito, a cui dobbiamo tributare tutto il nostro rispetto e la nostra riverenza. Il mondo quindi è una realtà umana collocata in una realtà terrestre che ha il suo tempo, la sua limitatezza, la sua provvisorietà, il suo fascino culturale, antropologico, religioso, artistico, filosofico, ecc.
Quando Gesù afferma che il suo regno non è di questo mondo e quindi non è questo mondo, intende riferirsi a un’altra dimensione, tutta spirituale ma vera, reale, non fantasiosa, che è quella del Padre, del Cielo, del Paradiso!
Chissà quanti in questo momento storcono il naso, soprattutto quelli che come la gramigna sono avvinghiati alla terra dalla quale appare ardua impresa estirparli.
La verità, piaccia o non piaccia, è che siamo nel mondo ma non siamo del mondo, tant’è vero che basta una spazzolata di pandemia per trasportarci in un’altra realtà.
Lungi da me essere pessimista! A ciascuno di voi auguro una permanenza in questo mondo così bello il più a lungo possibile, nel godimento delle gioie più pure insieme ai propri cari, agli amici e a tutte le persone che incontreremo, di qualsiasi razza e credo.
Il mondo è un habitat colorato, fatto di persone che si differenziano per il colore della pelle ma non per la sostanza che è costudita dal possesso di quella umanità nella quale pulsano un cuore e un’anima che ci fanno stare vicini, perché appartenenti a un’unica famiglia, quella umana.
Pietrino Pischedda
Roma 21 luglio 2020

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