POESIE 2008

di Pietrino Pischedda

RM, 18.7.2008

La voglia di vivere

In un caldo meriggio

di luglio,

a Largo Argentina,

un vecchio vidi

sulle terga due zaini

dal bus

quasi saltare

a quattro gambe,

due sue

disarticolate

sconnesse

malferme

sorrette da due

non sue

metalliche:

una stampella

sottoascella

sinistra,

un’altra

tripode

alla mano destra.

Uno spettacolo

mai visto!

Una visione

mirabile,

per la voglia

che aveva

quell’uomo

di vivere.

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Rm, 22.7.08

Le cicale

Zzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Zzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Chigule chigule chigule

Cicale cicale cicale

Un frinire

molteplice

continuo

assordante

musicale

insieme

di cicale

io sento

ogni volta che

nelle ore calde

dell’estate

percorro

la Colombo

attorniata

da pini

che le fanno

da muraglia

e da ombra.

Questo immenso

cicalare

preferisco io

al rombar

dei motori

che esalano

gas asfissianti

e uccidono

anche le cicale.

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RM 24.7.2008

I vu’ cumprà

Impressionante

il via vai

per la spiaggia

di marocchini

senegalesi

e di altre etnie

che, con il loro fardello,

ti spingono

a comprare.

Le donne sono

irresistibili!

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26.7.08

NOZZE

Giorno festoso

Sabato 26 luglio

nella chiesa

di S. Sebastiano

extra moenia.

Giorno memorabile

per le nozze

solenni

di Angela e Silvio

con gran concorso

di parenti

e amici

giunti persino

da Germania

Torino

Como

Nettuno

Potenza.

Cerimonia

partecipata

e gioiosa:

gli Sposi

quasi sempre

avvinghiati

in un amplesso

sacro

mistico

anelante

a quello

più spontaneo

e riservato

del talamo

nuziale

della prima

notte.

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RM 29.7.08

Leas Besuch

Giorni felici

per la tua presenza

calda,

fresca,

o Lea,

nel pieno d’estate.

Pochi i giorni

vissuti insieme

a me

a Giuliana:

pochi

ma intensi

vibranti

chiarificatori.

Doloroso il distacco

per me

padre inscindibile

per Giuliana

in lacrime

non ancor terse.

Ci consoliamo

nell’attesa

del ritorno.

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RM 3.9.08

Vacanze 2008

Bell’estate

quest’anno

in quel di Fano

all’hotel Blu

che sa di cielo

e di mare,

dove l’accoglienza

è di maniera

spontanea

non forzata.

Da Fano

ogni giorno

una fuga:

ora da Giacomo

a Recanati,

ora da Maria

a Loreto,

quindi alla Rocca

eccelsa

di Marino,

in seguito dal Duca

ad Urbino.

Beato fui

a contemplare il Sole

in suo nascere

dall’Adriatico,

estasiato stetti

a mirar la Luna

rossa

in suo spuntar

dal medesimo mar.

Bell’estate

ristoratrice

di spirito

e di forze

nelle Marche

dove il liscio

è di casa

dal più piccolo

al più grande.

Camarda, torre medievale. Crollo parziale della torre