POESIE 2009

di Pietrino Pischedda

La poesia è il movimento dell’anima, è il fulgore della mente, è l’espressione subitanea del cuore umano, è il rifugio paradisiaco della contemplazione, al di sopra della grettezza terrena! (Pietrino Pischedda)

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RM 21.4.09
Insperata visita
Un trillar di cellulare
s’è udito giovedì
a media sera
mentre in macchina
s’andava per le vie
dell’Urbe in centro.
Meco eran Lea e Giuliana.
Era la voce, inusitata, d’Iaia,
l’ultima nata della prima
nostra sora.
Ella a Roma ventura
visita a me annunciava
con matre sua.
Venne il giorno,
venne il sabato sera,
venne l’incontro inatteso.
La sorella maggior tarda
negli anni
colpì mia vista
per il mutar del volto
d’etade segnato e provato
ma compensato da quello
ilare e ancor fresco
di figlia sua.
È vero che il tempo
tutto trasforma
e decadere fa l’uom
ignaro a se stesso
ma non a fratre
come io – credo – a lei
e a nipote.
Giuliana meco dell’incontro gioì
non Lea, dì innanzi
in Germania redita.
Quando le rivedrò?
In Icnusa o in Urbe?
A  Giuliana
Tu sei il mio pensiero
Cotidie
Tu sei il mio cuore
Semper
Tu sei la mia gioia
Infinita
Tu sei la mia preoccupazione
Credimi
Tu sei il mio conforto
Valido
Tu sei tutto
Ascoltami
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VIGILIA DI NATALE 2009
Crampi incontrollati
incontrollabili
mi contraggono l’addome,
soprattutto di notte,
nel silenzio delle tenebre,
presaghe di chissà quale
mistero, nascosto, recondito.
La mia virtù
- chiamiamola così -
di somatizzare tutto
mi mette in guardia
che qualcosa sta per succedere,
chissà come, perché, quando.
Perplessità
Quante perplessità,
quanti tormenti,
quante attese,
quanti “vediamo”
in questi giorni
di Natale,
per me non esaltanti,
perché offuscati da un velo scuro
che oscura il mio
cuore sanguinante
di dolore, di triste
male interiore
che tocca la profondità
dell’anima mia,
ancora una volta
ferita, non si sa
per quale motivo,
che tengo celata
nella mia mente,
sempre più confusa
in questo ennesimo
Natale della mia
esistenza, altre volte
provata, ma non
così duramente.
Spiraglio
Lampi improvvisi, inaspettati
dopo tanto grigiore
apparvero la sera
all’indomani della Natività,
quasi a significare
che la stella della cattiva sorte
veniva dispersa chissà dove,
forse negli abissi
dell’Oceano,
per fare spazio
alla stella della felicità,
della serenità progettuale.
Sentii come aleggiare
lo Spirito che ridava
vigore
alle nostre anime
ingarbugliate,
inorridite,
travagliate,
provate.
A  tarda sera
riflettei e trovai
che la prova era finita.
Per sempre?
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PARTENZA
(RM, 30 dicembre 2009)
Mia figlia è ripartita
in terra a me lontana,
dopo avermi consolato
nel dì al Santo Natale
di Cristo consacrato.
Pochi giorni
fugaci come un lampo
per lasciarmi nell’abbandono,
nella tristezza più amara.
Qui si trama
aspettando i botti
d’Anno Nuovo
che irrompono nel cuore
e fanno incerto
il prossimo futuro
e ancor più quello lontano.
La dolce figlia
sente nel suo cuore
i palpiti del mio cuore
e certamente mi conforterà
allo scoccar del tempo
in cui i tappi di spumante
salteranno per un prosit
augurale di un anno,
che timido s’affaccia,
avido di sorprese.
(21.6.2009)