Abito nuovo

Abbiamo dismesso
l’abito vecchio
intriso di sangue
umano
dilagante sulla Terra
universale.

Ora indossiamo
il nuovo,
parvenza
di non colpa,
maschera
di purità
che non è.

Bagliori nella notte.
Sfavillio di colori
nel cielo
per salutare
l’anno nuovo.
Che siano
Luci promettenti
pace.

Pietrino Pischedda

Ma la neve


Velata di neve
questa montagna
ne attende di più
copiosa
per allietar chi d’essa
s’ingrassa.
Col suo capo canuto
ben s’allega
al ceruleo cielo,
quest’altura, che
ai primi raggi
del sole
trascolorar mi pare
invitandomi a gioir
di sue fattezze.
Ora essa gode
del suo soffice manto
e noncurante aspetta
coltre più spessa
beandosi al sole.

Pietrino Pischedda

Vaghezza

Tu mi hai cercato
nel passato
ma nel presente
sei assente.
Sei un’essenza
evanescente
volatile
al primo vento
che filtra
tra le fessure
delle finestre
che s’affacciano
al mare.
Fuori,
nel buio
d’una notte strana,
s’ode l’abbaiar
d’un randagio
che cerca
amore.
Pietrino Pischedda

La Poesia

La Poesia
ama giocare
ama coglierti
sul davanzale
dell’anima
tua
mia.
Quando t’appare
devi scherzare
con lei
così benevola
così salutare.
Cogli quest’attimo.
Non rimandare.
Pietrino Pischedda

Petali di rosa

Li ho sognati
a notte fonda
luminosi
dorati
di paradiso.

Erano tre
in perfetta armonia
sfavillanti
d’ immensa beatitudine.

Mi sorrisero
e allor mi rammentai
che non erano più
sulla Terra.

Vidi il loro nome
ma ancor più
il loro/mio lignaggio.

Eran tre donne
sospinte da aura
divina.

Riconobbi
mia nonna materna.
Rividi
mia madre e mia sorella.

Tre petali di rosa
con miriadi di altri petali
festeggiavano
l’eterna festa
della Donna.

Pietrino Pischedda

_____

CONSOLAZIONE

Tu sei la mia consolazione

consolazione

consolazione.

Un’eco rimbalzava

di lontano

dall’ultima stanza

d’un casolare

un’eco perdentesi

in “one” “one” “one”.

Era la voce

di una puerpera

che contemplava

la sua creatura

e la copriva di baci

e rimaneva estasiata.

La vita!

La nuova e vecchia vita!

La vita!

La vita che si perde

nei meandri

degli agglomerati urbani

nei nebulosi teatri

di guerra.

La vita!

La madre intanto gioisce

per questa nuova vita.

Si consola e spera.

Pietrino Pischedda

In attesa della Risurrezione

La croce è vuota.
Lui giace nel sepolcro.
Il silenzio
di questo Venerdì
si è unito alla mestizia
di cuori affranti
dal dolore incolmabile
di padri madri figli
di noi tutti
stanchi delle croci
delle troppe croci
innalzate dall’odio
disumano.

Quella croce
ora è spoglia.
Lui giace nella tomba
scavata nella roccia.
Loro giacciono
chissà dove.
Dietro quella croce
quelle croci
vedo la Luce.

Cala il sipario
di questo Venerdì.
Domani sarà
un altro giorno:
la Risurrezione.

Pietrino Pischedda

(Roma, 26. 3. 2016)

Aprile

La gatta fuori
nell’aprico balcone
che dà sul mare
gode dei primi tepori
di Primavera.

In lontananza
s’ode sequenza di voci
anzi ondeggiar d’evviva
per la squadra del cuore
capitolina.

Alla gatta non importa!
A lei basta il profumo
di Primavera.
E ha ragione.

Lungo la sponda del canale
sale scampanellio di gregge
di pecore intente a brucar
l’erba che sa di Primavera.

Pietrino Pischedda

Immagine riflessa

Immagine di un cielo incerto
che si riflette sulla vetrina
della credenza della sala
di casa mia.

La Luce penetra
nella quiete delle nostre dimore
invitandoci a sperare sempre
nel Bene.

Il Cielo alberga
nelle anime oneste
e invia raggi di luce.

Nuvole bianche
sotto un cielo turchino:
segno di pace!

Pietrino Pischedda

Dicasi pure Primavera

Giornate che voglion dirsi

di Primavera

ma che non sono.

Incappottati

come d’inverno

tra pioggia vento freddo.

Mi sovvengono

le belle giornate

d’un tempo

su festosi prati di fiori

disteso a sollazzarmi

al sole

pensando al domani.

Questo è  tempo

che sa di tristezza

e non gioisce il cuore

per il velame ch’oscura

l’azzurro del cielo.

Pietrino Pischedda

IL MIO PENSIER

Il mio pensier

vola al di là delle contrade

verdi e festose

della Val d’Orcia

per ricordare

assolati pianori

che sguardo gettano

sul mare

e di questo s’appagano.

Non è vano il pensier

ma appagator di cose

antiche che imperituro

lasciano segno

nell’animo.

(Pietrino Pischedda)

Luce


In fondo

all’impercettibilità

dell’esistenza umana

c’è sempre

la percettibilità

d’un riscatto

che sa di mistero.

Siamo avvolti

dal buio silenzioso

del nostro io interiore

e non vediamo

il chiarore che ci

abbaglia ma non ci

travolge.

Pietrino Pischedda

Sguardo


Sguardo perso

nell’Infinito

perché il finito

è inconsistente

materiale

inappropriato

alle mie esigenze

quotidiane

superflue

deludenti.

Pietrino Pischedda

Terra tremuit


Ha tremato la terra
nel cuore della notte
nell’inconsapevolezza
dei figli suoi
che la amano
quale madre comune.

Noi tergiamo le lacrime
dei fratelli segnati da lutto
e rovina che si colora
di precarietà infinita.

Pietrino Pischedda

Bagliori

Bagliori nella sera

Bombe d’acqua

Avvisaglie d’autunno

Forse!

Noi c’inchiniamo

Al tempo che viene!

È volata l’estate

Un’altra estate!

Come volano

Gli anni!

Eh sì!

Volano

Volano

Gli anni

E non li conti

Più!

Non serve

Contarli,

Perché loro,

Gli anni,

Sanno contare!

Pietrino Pischedda

Nuvole sparse
Alberi in fiore
Tanta Natura
Intorno a noi
Sopra di noi
Mentre vanno
I nostri passi
Incerti dell’oggi
E pur del domani.
Uomini senza fede
Perduta chissà
Dove e perché.

Pietrino Pischedda

Precarietà


E la gente continua
a odiare
a insultare
a uccidere.

La Terra
la terra che noi amiamo
apre le sue fauci
per inghiottirci.

Le cose che erano
non sono più.
Così sarà di noi
poveri mortali
aggrappati alla terra
a questa terra che
amiamo ma che
sottrae le cose
a noi più care.

Da tempo
lungo tempo
piangiamo i morti
della terra che trema
ma non amiamo,
anzi odiamo
dimenticando la nostra
precarietà.

Ahi cara Norcia
di cui cara mi è
tua immagine
d’un tempo
ora svanita
dopo un sussulto
della tua madre Terra.

(Pietrino Pischedda)

______

È Natale!

Sì, è Natale!
Taccian le armi
per sempre.

Il silenzio avvolge
la Terra!
Mai più Natale
col sangue!

Ogni uomo
pensi la Pace
voglia la Pace!

Mai più sangue!
Mai più vittime innocenti!

Le lacrime inondano
la Terra!

Sia Pace nei nostri cuori,
nelle nostre case,
nel mondo intero!

Pietrino Pischedda

Tempus

Ma quanto corre
il Tempo!
Sono frastornato!
Mi guardo indietro:
un altr’anno è passato.

Fugge la temporalità
del Tempo
e noi insieme
al Tempo.
Ieri era Natale,
oggi l’ultimo di questo
Anno.

Corriamo a perdifiato
da gennaio a dicembre
senza una sosta
alla ricerca di qualcosa
ad inseguire la felicità.

Vanitas vanitatum!

Vieni pure
Anno Nuovo!
Abbi il coraggio
di essere leale!
Non tradire
le mie aspettative!
Voglio dimenticare
il passato!

Ah! L’Anno passato!
Tante promesse!
E poi?
Tragedie infinite!
Meglio non ricordare!

Confido in Te,
Anno Nuovo!
Quel 7 finale
mi sa di sacro.
Chissà che non porti
bene!

Domineddio
ci dia la forza
di superare
quest’altr’anno
che viene!

Pietrino Pischedda