Ho sognato

Ho sognato l’impossibile
a occhio umano.

Ho sognato terre lontane
impenetrabili a piede umano.

Con la mente ho forato montagne
per toccare un’immensa pianura
ove un fiume scorreva
dalle acque cristalline.

Una fiumana di gente
che terrestre pareva
s’acquietava a quel
dolce liquore.

Assieme a umani,
come in sogno,
leopardi, elefanti, iene
e quant’altri d’animali
si sollazzavano pur essi
a riparo da calura.

Un altro mondo.

(Pietrino Pischedda)

Roma 16.3.2015

___

In attesa

Non siamo fango.

Non dobbiamo trattare gli altri

come fango.

È impensabile considerarsi

materia

solo materia.

E lo spirito?

Dov’è il nostro spirito?

La nostra anima?

La nostra intelligenza?

La nostra affettività?

Questo è il sabato

del silenzio,

del pensare,

dell’attesa

della Sua

della nostra

Resurrezione.

(Pietrino Pischedda)

Roma.4.4.2015

____

Perché?

“Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?”

Piangiamo i nostri morti

ma sono vivi.

Vivono essi

nella Sede beata,

non ancor a noi data.

Felici loro

della loro eternità!

pensosi noi

della nostra terrestrità.

I nostri cari

vivono tra noi!

Non sono morti!

Vivono!

(Pietrino Pischedda)

Roma 4.4.2015

____

Pasqua speciale

Sento questa Pasqua
sfiorarmi il viso
penetrarmi il cuore
sussurrarmi all’orecchio
la dolce melodia
dei beati
dei miei cari
trapassati
di lontano
di recente
e dirmi
che lassù
in compagnia
del Risorto
son felici.

Mi sento appagato
da questa visione
di Luce Pasquale.

La mia anima
si sazia dell’Alleluia
sgorgante
dalle nuvole
di questa Pasqua
piovosa
ma gioiosa
dentro.

(Pietrino Pischedda)
Pasqua 2015

______

Ἄνεμοϛ

È la lusinghiera brezza
di primavera
che dolcemente accarezza
le piante in fiore
e soavemente increspa
il mare ai naviganti.
È il forte maestrale
che piega come giunchi
gli alberi della mia terra
già provata assai.
È il vento del mio
essere fragile
che mi trasborda
in ricordi ormai
svaniti nel tempo.
È il saggio mentore
che d’improvviso
mi porta all’abbraccio
dei miei cari
che in terra sono
o che vita beta
godono.
(Pietrino Pischedda)

Roma 14.4.2015

____

Lassù

Forse tu un giorno -
ché dico forse? -
Certamente tu lassù
godrai d’ogni bene.

Questo io sognai
la notte in cui le
stelle luccicavano
ancor più che in
altre notti.

M’apparvero i miei.
Mi dissero che tutto
era vero
Lassù.

Un mare infinito
infranse il sogno.
Il silenzio cadde
nei marosi
di questa terra
senza pace.

(Pietrino Pischedda)

Roma 18.4.2015

____

Il cammino dell’uomo

Il cammino dell’uomo,
fatto di luci e d’ombre,
tra alberi sempre verdi
protende la vista oltre
quella porta che ampia
appare ma è inganno.

Chi passato avrà quella
porta io non lo so e mai
lo saprò finché varcata
io non l’avrò saltando
oltre il confine del viale
terrestre, che per beltà
parmi segno gioioso di
quel mistero ch’è nostra
vita dopo il passaggio.

Questi alberi ch’io miro
mi parlano ancora di vita
e tra i loro rami sento
sussurrii di vento dolce
e carezzevole che dicono:
- Avanti! Cammina ancor!

(Pietrino Pischedda)

Roma 8.5.2015

____

Festa della Mamma

Non è più terrena

la mia mamma:

ha dismesso il costume

degli avi;

ora veste

di Luce.

Resto abbagliato

dal suo fulgore,

mi è greve

questa terra

pensando

a quanto lei è

beata.

Sento cori festosi

Lassù.

Son le voci

dolci

soavi

delle mamme

che sempre cantano

nei nostri cuori.

(Pietrino Pischedda)

Roma, 10.5.2015

____

Maggio

Che dite voi
del Maggio
quando tutto
rifiorisce
e il nostro cuore
gioisce
al sole impetuoso
promettente Amore?

Io trovo sollazzo
nella Luce
che dal principiar
del giorno
inonda l’anima mia
e la ristora fino
a tarda sera.

Lunghe le giornate
di Maggio
preludio all’estate
senza fine!

(Pietrino Pischedda)

_______

Giugno

Bello e solare

il mese di giugno

che vuol in pugno

falce mostrare.

Ridon nei campi

le messi copiose

radiose ai lampi

di luci gioiose.

Di giovinezza

odo per via

bella gaiezza

ch’è non mia.

Giugno d’amor

sorride e canta

talor incanta

fragile cuor.

(Pietrino Pischedda)

Così così

Dal balcone di casa mia
a compatir una giornata
mezzo vento mezzo sole
quando è sera, ormai.

Non lontano, sulla via del
Lido, rombo non s’ode di
motori di ritorno dal mare
segno di bassa frequenza.

Se ne va così cheta cheta
questa domenica che non
prelude a prossima estate.

Che vogliamo dal tempo?
Noi siamo come il tempo
che ama stupir nel mutare.

(Pietrino Pischedda, Roma 14.6.2015)

Se tu sapessi

Se tu sapessi

la nostalgia mia

di te,

cara terra,

che spesso

in sogno

rimirar

m’avviene

ma che

in realtà

riveder

vogl’io.

Ora stai

bella

assolata

visitata

rivisitata

nella cintura

del tuo essere

Isola.

Presto verrò,

almen lo spero,

a gustare

i tuoi profumi

dopo l’omaggio

dovuto

ai miei cari.

(Pietrino Pischedda, Roma 16.6.2015)

___

La rena

Giaccio sulla rena
infuocata
ora supino
assorto nei pensieri
ora prono
a colloquio
col mio io.

Parmi un deserto
ma non è deserto.:
poco più in là
un vociar di bimbi
a contatto col mare.

(Pietrino Pischedda)

_____

Il mare

Mare, creatura
meravigliosa
impagabile
risonatrice
dei mali
che affliggono
l’umano genere!

Da mia puerizia
il mal di mare
ho contratto
nell’Isola
che nome ha
Icnusa.

Sole e mare:
un binomio
inscindibile
che ripaga
il centuplo
e allenta le tensioni
del quotidiano vivere.

Bello il mare
nelle sue tonalità
che ben si sposano
con quelle del cielo
quando splende
il sole.

(Pietrino Pischedda)

____

Tra le nubi

Un giorno io ti vedrò
sfolgorante tra le nubi
che si allietano al sole
dalla faccia rubiconda.

Tenero è il tuo passo
sul tappeto ceruleo
che solo ai divini è
dato calpestare.

Ancor mi sovvien
umana tua forma
sempre sfuggente.

Negli spazi infiniti
le sembianze tue
riviver me faranno.

(Pietrino Pischedda)

____

Lacrime

Grande era l’attesa
della frescura
in quest’estate
senza misura.

Lampi tuoni
acqua pura
mandata dal cielo
a nostro ristoro.

Piovono lacrime
su questa Terra
riarsa dall’odio.

Vedremo forse
Stelle d’amore
a nostro conforto.

(Pietrino Pischedda)

____

Ferragosto

Sogno di mezza estate
svanito nel nulla
dell’effimero
fatto di bagliori.

Un tripudio scomposto
nella notte
fino all’alba.
Allucinazioni!

Festa di Ferragosto
senza spirito
senz’anima.

Anime spente
dopo i fuochi d’artificio
che san di niente.

(Pietrino Pischedda)

_______

Il sorriso

Tu sorridi sempre

nelle ambasce

della tua esistenzialità

fatta di prove

senza fine.

Il tuo sorriso

è dolce

come il miele

che non sa

d’asprezza.

Sorridi alla vita

che ti è cara.

Sorridi alle persone

che consoli.

Sorridi alle cose

puramente essenziali.

Come fai?

Io non lo so.

Lo sai tu

che sempre sorridi.

(Pietrino Pischedda)

_____

Fughe

Non c’è pace
per l’uomo
sulla Terra.

Onde anomale
voraci
di carne umana.

Fili spinati
assetati
di sangue umano.

Scene bibliche!

Fuga di popoli
marchiati
in cerca di terra
non promessa.

(Pietrino Pischedda)

_____

Profumo d’autunno

Chissà perché
ma io già sento
profumo d’autunno,
Sarà perché giunge
da lungi rotolio
di botti sciacquate
per nettare novello
o perché l’aria
s’infresca dopo
provvida pioggia.

C’è sentore d’autunno
dovunque
e io lo sento.

Un ramo spezzato
copioso di foglie
nel nostro giardino
m’ha detto che
Autunno è vicino.

(Pietrino Pischedda)

______

Scorci di fine estate

Pennellate di nubi
grigio chiare.
Notti non insonni
ai sogni proclivi.
Sensazioni di freddo
del primo mattino.

Illusioni di fine estate.

L’Urbe
aggraziata
a lungo darà
baci di sole
come d’estate.

(Pietrino Pischedda)

____

Accoglienza

Terra di rugiada

vòlta ad accogliere

fiori divelti

da grembo materno.

Terra sensibile

alle altrui ambasce

pur delle proprie

colma.

Terra di sole

di mari e monti

di belle contrade.

Terra d’incontri

di sorrisi

d’accoglienza.

(Pietrino Pischedda)

___

È tempo

È tempo di andare.

È tempo di sognare.

È tempo di sperare.

Dove si va?

Verso il muro di spine.

Ahimè!

Mi piange il cuore.

Uomo!

Tu non sei uomo!

Vengo a morire

con le tue spine.

Ti porto la speranza

unico possesso

con i miei piccoli.

Avrai almeno pietà

dei miei figli?

Cuore duro!

Tu non sei uomo!

(Pietrino Pischedda)

_____

Luce

Luce
che accoglie
al primo vagito.

Luce
che segue
nel lungo cammino.

Luce
abbagliante
avvolgente
rassicurante.

Luce
che sfiora
e saluta
l’ultimo istante.

(Pietrino Pischedda)

____

Francesco

A tarda sera
in saio e sandali
a piedi
tornato è
Francesco
a Roma
ieri
a onorar
l’omonimo suo
bianco vestito
e dirgli:
Andiam
là dove è guerra
e seminiamo
Pace.

Largo il sorriso
di Francesco
veloce il commiato
del Santo
per la festa
oggi
nella sua Assisi.

Assisi Roma
Francesco Francesco
Binomi
che implorano
Pace.

(Pietrino Pischedda)

____

Un caffè

Quanti ricordi
in quel caffè:
al bar del paese
nella cucina
di casa mia
tua vostra
in ristorante
dopo lauto pasto
sulla terrazza
in riva al mare
rimpiangendo
l’estate ormai
finita.

Pietrino Pischedda

_____

Foglie d’autunno

Foglie dorate
d’autunno
illuminate
da tiepido sole
che ancor c’illude
di un’estate
ormai finita.

Sembran sorridere
queste foglie
prima di giacere
sulla terra che
feconderanno
con la brina
del mattino.

Un tappeto
di foglie morte
orna la terra
a ricordo di chi
ha avuto umile
sepoltura.

Pietrino Pischedda

______

La fiamma dell’amore

Un legame d’amore

ci unisce a chi è lassù:

parenti amici conoscenti.

Lumi d’affetto,

disseminati sui sepolcri,

illuminano la notte

d’Ognissanti.

Una prece

un fiore

una lacrima

per stare uniti

a chi ci ha amato

e  ancor ci ama.

Non si sbiadisce nel tempo

il ricordo dei nostri cari

ma si alimenta

con la fiamma

dell’amore

Pietrino Pischedda

______

2 novembre

Oggi silenzio:
silenzio universale.

I morti dormono
in pace.
Noi vaghiamo
nei travagli
della terrena esistenza.

A loro è data
la Luce:
la Luce vera.
A noi il mistero
nei passi incerti
nella speranza
di una pace
eterna.

Pietrino Pischedda

______

Chi siamo noi?

In fondo in fondo
Noi
chi siamo?

Esseri
dalle mille sfaccettature
dalle infinite incertezze
alla ricerca di glorie che
sfumano al calar del sole.

La consapevolezza
dell’umana debolezza
a pochi è data in questo
tempo cosparso di miriadi
di meteore che si sciolgono
nel mistero della notte.

A noi è dato il ragionar
della nostra insignificanza
e chieder lumi
per non sentirci vani.

Pietrino Pischedda

____

Flet Lutetia
Iuvenum mortis causa.
Lacrimae ex Orbis
corde copiosae
manant.
Luget Italia
pro filia sua dilecta.
Cur tanta efferitas?
Sequana Parisiorum
lacrimas continere
nequit.
Virgulta adhuc florentia
Sicariorum manu
discerpta in Elysiis
Campis reflorescunt.

(petrus pischedda, Romae 17. XI. 2015)

_____

foto di Pietrino Pischedda.

Rosee nubi evanescenti
baciate ancora dal sole
cadente nel morir di
Novembre.

Saranno esse foriere
di speranzose sorti
nell’attesa gioiosa
del Natale?

Le anime dei giusti
sfavillano di pace
nei luccichii delle case

dove i bimbi aspettano
il Presepe segno del
Natale.

Pietrino Pischedda

(30. 11. 2015)
_____

foto di Pietrino Pischedda.

Storie personali

La storia tua
non raccontarla a me:
fa parte della tua Persona
- dimmi s’è poco -
della tua intimità
della tua interiorità
del tuo pensiero
di te
solo di te.

La mia storia
è un’altra cosa ancora;
anch’essa
è personale
particolare
indivisibile
mia
non d’altri.

La storia altrui
lasciamola agli altri:
è storia loro
non mia
non tua
d’altri
appunto.

Pietrino Pischedda

____

Natale

Sublime è
il messaggio del Natale!
Disconoscerlo
non si può!
Tale è
il mio sentire
il mio vivere
il mio essere
Libero!

____

Memento

Col Natale
mi sovvien il ricordo
dei miei cari,
con cui sedevo a mensa
in aria di gioiosa festa,
com’è giusto che sia.

Essi siedono ad altra mensa
nell’eterea eterna beatitudine
ma son pur sempre con noi
in un alito continuo d’amore
che scalda l’incerto viver
del nostro quotidiano.

Oggi è Natale:
per noi
ma ancor più
per loro.

Pietrino Pischedda